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Codice di Comportamento

CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI


Art. 1 – Disposizioni di carattere generale e ambito soggettivo di applicazione

1. Il presente codice di comportamento, di seguito denominato "Codice", integra ai sensi dell'art.
54, comma 5, del D.Lgs. n. 165/2001 le previsioni del codice di comportamento dei dipendenti
pubblici, di seguito denominato "Codice generale", approvato con D.P.R. n. 62 del 16 aprile
2013, che ha definito i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che i
pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare.
2. Il presente Codice si applica in generale a tutti i dipendenti del Comune di Erchie, con
particolare riguardo a quelli che svolgono attività di natura tecnico-professionale nelle aree ad
elevato rischio di corruzione, come definite nell'art. 1, comma 16, della L. n. 190/2012 e nel
Piano triennale di prevenzione della corruzione. Norme particolari sono previste per i
Responsabili di area, nonché per i dipendenti che svolgono attività di front-office, in particolar
modo per gli addetti all'ufficio per le relazioni con il pubblico.
3. Gli obblighi previsti dal presente Codice e dal Codice Generale si estendono, per quanto
compatibili, a tutti i collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a
qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di supporto agli organi di direzione
politica dell'Ente, nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi
che realizzano opere nei confronti dell'amministrazione. A tal fine, negli atti di incarico o nei
contratti di acquisizione delle collaborazioni, delle consulenze o dei servizi, sono inserite, a cura
dei competenti responsabili, apposite disposizioni o clausole di risoluzione o decadenza del
rapporto in caso di violazione degli obblighi derivanti dal presente Codice e dal Codice
generale. Le disposizioni e le clausole da inserire in ciascun atto di incarico o contratto vengono
valutate e definite dai competenti dirigenti/responsabili in relazione alle tipologie di attività e di
obblighi del soggetto terzo nei confronti dell'Amministrazione ed alle responsabilità connesse.
4. Le previsioni del presente Codice si estendono, altresì, per quanto compatibili, ai dipendenti dei
soggetti controllati o partecipati dal Comune di Erchie.-

Art. 2 – Regali, compensi e altre utilità (art. 4 del Codice Generale)

1. Fermo restando in ogni caso il divieto per il dipendente di chiedere o di sollecitare, per sé o per
gli altri, regali o altre utilità, il dipendente può accettare, per sé o per gli altri, regali o altre
utilità d'uso di modico valore solamente se effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali
relazioni di cortesia e nell'ambito delle consuetudini internazionali. In ogni caso,
indipendentemente dalla circostanza che il fatto costituisca reato, il dipendente non può
accettare, per sé o per gli altri, regali o altre utilità, neanche di modico valore a titolo di
corrispettivo per compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio da soggetti che
possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all'ufficio, né da soggetti nei cui confronti
è o sta per essere chiamato a svolgere o a esercitare attività o potestà proprie dell'ufficio
ricoperto.
2. Per regali o altre utilità di modico valore si intendono quelli di valore non superiore a 150 Euro.
Nel caso di più regali o altre utilità ricevute contemporaneamente, il valore cumulativo non
potrà in ogni caso superare i 150 Euro.
3. I regali e le altre utilità comunque ricevuti fuori dai casi consentiti vengono immediatamente
messi a disposizione dell'Amministrazione, a cura del dipendente a cui siano pervenuti, per la
restituzione o per essere devoluti a fini istituzionali.
4. Il dipendente non accetta incarichi di collaborazione a qualsiasi titolo, diretti o indiretti, da
soggetti o enti privati in qualunque modo retribuiti che abbiano, o abbiano avuto nel triennio
precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all'ufficio o al
servizio di appartenenza del dipendente stesso.
5. Per soggetti privati aventi un interesse economico significativo si intendono in particolare:
a) coloro che siano, o siano stati nel triennio precedente, iscritti ad albi di appaltatori di opere
e/o lavori pubblici o ad albi di fornitori di beni o di prestatori di servizi tenuti dal servizio di
appartenenza del dipendente;
b) coloro che partecipino, o abbiano partecipato nel triennio precedente, a procedure per
l'aggiudicazione di appalti, su-appalti, cottimi fiduciari o concessioni di lavori, servizi o
forniture o a procedure per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili
finanziari o l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere curate dal servizio di
appartenenza;
c) coloro che abbiano, o abbiano avuto nel triennio precedente, iscrizioni o provvedimenti a
contenuto autorizzatorio, concessorio o abilitativo per lo svolgimento di attività
imprenditoriali comunque denominati, ove i predetti procedimenti o provvedimenti
afferiscano a decisioni o attività inerenti al Servizio di appartenenza.
6. Al fine di preservare il prestigio e l'imparzialità dell'amministrazione, il responsabile
dell'ufficio o servizio vigila sulla corretta applicazione del presente articolo da parte del
personale assegnato. Il Segretario Generale vigila sulla corretta applicazione del presente
articolo da parte dei responsabili.

Art. 3 – Partecipazione ad associazione e organizzazioni (art. 5 del Codice Generale)

1. Nel rispetto della disciplina vigente in materia di diritto di associazione, il dipendente comunica
al proprio responsabile, tempestivamente e comunque entro il termine di cinque giorni, la
propria adesione o appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro
carattere riservato o meno, fatta salva l'adesione a partiti politici o sindacati, che svolgono
attività analoga a quella del servizio di appartenenza del dipendente.

Art. 4 – Comunicazione degli interessi finanziari e conflitti di interesse (art. 6 del Codice
Generale)

1. All'atto dell'assunzione o dell'assegnazione all'ufficio/servizio, il dipendente informa per
iscritto al responsabile competente di tutti i rapporti, diretti o indiretti, di collaborazione in
qualunque modo retribuiti, con soggetti o enti privati che lo stesso abbia o abbia avuto negli
ultimi tre anni, precisando:
a) se in prima persona, o suoi parenti o affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente
abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di
collaborazione;
b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o
decisioni inerenti al servizio di appartenenza, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
2. Il responsabile competente valuta in merito la presenza o meno di conflitti di interesse, anche
potenziali, e, nel caso, invita il dipendente ad astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività
inerenti le sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, con interessi personali, del
coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado.
3. Le comunicazioni di cui al comma 1 devono essere aggiornate almeno una volta l'anno.

Art. 5 – Obbligo di astensione (art. 7 del Codice Generale)

1. Il dipendente comunica per iscritto al proprio responsabile, con congruo anticipo, la necessità di
astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività, nei casi previsti dall'art. 7 del
Codice Generale. Nella comunicazione il dipendente deve indicarne obbligatoriamente le
ragioni.
2. Sull'astensione del dipendente decide il responsabile del servizio di appartenenza, il quale,
esaminate le circostanze e valutata espressamente la situazione sottoposta alla sua attenzione,
deve rispondere per iscritto al dipendente medesimo sollevandolo dall'incarico oppure
motivando espressamente le ragioni che consentono comunque l'espletamento dell'attività da
parte dello stesso dipendente. Il responsabile cura l'archiviazione di tutte le decisioni dal
medesimo adottate. Sull'astensione dei responsabili decide il Responsabile per la prevenzione
della corruzione, il quale cura la tenuta e l'archiviazione dei relativi provvedimenti.

Art. 6 – Prevenzione della corruzione (art. 8 del Codice Generale)

1. Il dipendente rispetta le misure necessarie alla prevenzione degli illeciti nell'amministrazione e,
in particolare, le prescrizioni contenute nel piano triennale di prevenzione della corruzione.
2. Ogni dipendente collabora con il Responsabile per la prevenzione della corruzione,
comunicando allo stesso i dati e le informazioni eventualmente richieste e segnalando, per il
tramite del proprio responsabile, eventuali situazioni di illecito nell'amministrazione cui sia
venuto a conoscenza e ogni caso ritenuto rilevante ai fini del presente articolo e dell'art. 8 del
Codice Generale. La segnalazione da parte di un responsabile viene indirizzata direttamente al
Responsabile per la prevenzione della corruzione.
3. Il destinatario delle segnalazioni di cui al comma precedente adotta ogni cautela affinché sia
tutelato l'anonimato del segnalante ai sensi dell'art. 54-bis del D. Lgs. n. 165/2001 e s.m.i..
Nell'ambito del procedimento disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rilevata,
senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su
accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata,
in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia
assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato; tale ultima circostanza può emergere
solo a seguito dell'audizione dell'incolpato ovvero dalle memorie difensive che lo stesso
produce nel procedimento. La denuncia è sottratta all'accesso previsto dagli artt. 22 e seguenti
della L. n. 241/1990 e s.m.i..
4. L'amministrazione garantisce ogni misura di riservatezza a tutela del dipendente che segnala un
illecito nell'amministrazione.

Art. 7 – Trasparenza e tracciabilità (art. 9 del Codice Generale)

1. Il dipendente osserva le misure in materia di trasparenza e tracciabilità previste dalla legge e dal
programma triennale per la trasparenza e l'integrità.
2. Il titolare di ciascun ufficio assicura l'adempimento degli obblighi di trasparenza previsti dalla
normativa vigente, prestando la massima collaborazione nell'elaborazione, reperimento e
comunicazione, in modo regolare e completo, delle informazioni e dei dati da pubblicare sul sito
istituzionale.

Art. 8 – Comportamento nei rapporti privati (art. 10 del Codice Generale)

1. Nei rapporti privati, comprese le relazioni extra-lavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio
delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona, la posizione che ricopre
nell'amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino e non assume nessun altro
comportamento che possa nuocere all'immagine dell'amministrazione.

Art. 9 – Comportamento in servizio (art. 11 del Codice Generale)

1. Il responsabile assegna ai propri dipendenti i compiti per lo svolgimento delle funzioni inerenti i
servizi dallo stesso diretti, sulla base di un'equa e simmetrica ripartizione dei carichi di lavoro.
2. Il dirigente/responsabile deve rilevare e tenere conto, anche ai fini della valutazione della
performance individuale, delle eventuali deviazioni dall'equa e simmetrica ripartizione dei
carichi di lavoro dovute alla negligenza di alcuni dipendenti, imputabili a ritardi o all'adozione
di comportamenti tali da far ricadere su altri dipendenti il compimento di attività o l'adozione di
decisioni di propria spettanza.
3. Il responsabile deve controllare che:
a) l'uso dei permessi di astensione da parte dei dipendenti avvenga effettivamente per le
ragioni e nei limiti previsti dalla legge e dai contratti collettivi, evidenziando al soggetto
interessato eventuali deviazioni;
b) i propri dipendenti effettuino una corretta timbratura delle presenze, segnalando
tempestivamente, al dipendente o all'Ufficio Procedimenti Disciplinari le pratiche scorrette,
secondo le procedure previste dal vigente Codice Disciplinare.
4. Il dipendente utilizza i materiali, le attrezzature, i servizi telematici e telefonici, e più in generale
le risorse in dotazione al servizio, esclusivamente per ragioni d'ufficio, osservando le regole
d'uso imposte dall'amministrazione.

Art. 10 – Rapporti con il pubblico (art. 12 del Codice Generale)

1. Il dipendente risponde alle varie comunicazioni degli utenti senza ritardo e comunque, nel caso
di richiesta scritta, non oltre il 30° giorno, operando con spirito di servizio, correttezza, cortesia
e disponibilità. Nel rispondere alla corrispondenza, a chiamate telefoniche e ai messaggi di
posta elettronica opera nella maniera più completa e accurata possibile. Alle comunicazioni di
posta elettronica risponde con lo stesso mezzo, riportando tutti gli elementi idonei ai fini
dell'identificazione del responsabile e dell'esaustività della risposta.
2. E' assicurato il collegamento con documenti o carte di servizi contenenti gli standard di qualità
secondo le linee guida formulate dalla CIVIT.
3. I dipendenti dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico operano con particolare cortesia e
disponibilità, indirizzano le chiamate telefoniche e i messaggi di posta elettronica ricevuti,
nonché gli utenti ai funzionari o agli uffici competenti. Rispondono alle richieste degli utenti
nella maniera più completa e accurata possibile, senza tuttavia assumere impegni né anticipare
l'esito di decisioni o azioni altrui.

Art. 11 – Disposizioni particolari per i dirigenti (art. 13 del Codice Generale)

1. All'atto dell'assunzione o del conferimento dell'incarico, il responsabile di Posizione
Organizzativa comunica per iscritto all'amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri
interessi finanziari che possano porlo in conflitto di interessi con la funzione pubblica che
svolge e dichiara se ha parenti e affini entro il secondo grado, coniuge, o convivente che
esercitano attività politiche, professionali o economiche che li pongano in contatti frequenti con
gli uffici che dovrà dirigere o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attività inerenti agli
stessi uffici.
2. Le comunicazioni e le dichiarazioni di cui al comma precedente devono essere aggiornate
periodicamente e, comunque, almeno una volta l'anno.
3. L'incaricato di Posizione Organizzativa fornisce le informazioni sulla propria situazione
patrimoniale e le dichiarazioni annuali dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone
fisiche previste dalla legge. Le informazioni sulla situazione patrimoniale vengono dichiarate
per iscritto dall'incaricato di Posizione Organizzativa all'atto dell'assunzione o del
conferimento dell'incarico. Copia della dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche è
consegnata dall'incaricato di Posizione Organizzativa entro i termini previsti dalla relativa
normativa in materia fiscale.
4. In caso di ritenuta disparità nella ripartizione dei carichi di lavoro da parte del dirigente,
secondo la procedura di cui all'art. 9, comma 1, del presente Codice, il dipendente può rivolgere
al medesimo motivata istanza di revisione e, in caso di conferma delle decisioni assunte, può
riproporre la stessa al Segretario Generale.
5. L'incaricato di Posizione Organizzativa ha l'obbligo di osservare e vigilare sul rispetto delle
regole in materia di incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi di lavoro da parte dei propri
dipendenti, al fine di evitare pratiche illecite di "doppio lavoro".

Art. 12 – Vigilanza, monitoraggio e attività formative (art. 15 del Codice Generale)

1. Ai sensi dell'art. 54, comma 6, sull'applicazione del presente Codice e del Codice Generale
vigilano i responsabili di ciascuna struttura, gli organismi di controllo interno e l'ufficio
procedimenti disciplinari.
2. Per l'attuazione dei principi in materia di vigilanza, monitoraggio e attività formative di cui
all'art. 14 del Codice Generale, si rinvia alle apposite linee guida definite dall'amministrazione,
ai sensi del comma 6 del predetto articolo.